Cronaca

Il primo giorno di Marcello Dell’Utri dopo la scarcerazione

dell'utri torna libero

“Frastornato dalla libertà, con la voglia di andare al cinema o al ristorante”: così si definisce Marcello Dell’Utri il primo giorno dopo avere scontato la condanna a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, dal luglio del 2018 in detenzione domiciliare per ragioni di salute. Forse timoroso di affrontare subito il mondo fuori, l’ex senatore di Forza Italia è stato chiuso nella sua abitazione di Milano 2, protetto dalla riservatezza della custode e dei coinquilini, nel verde serafico di una delle residenze costruite da Silvio Berlusconi negli anni Settanta, prima di fondare il partito insieme e di essere coinvolti nelle inchieste giudiziarie.

Intorno alle 15, è uscito per recarsi nello studio del suo avvocato Francesco Centonze, che lo assiste anche nel processo d’appello sulla presunta trattativa Stato-mafia. Dopo due ore trascorse a mettere a punto le future strategie processuali, Dell’Utri, 71 anni, apparso in ottima forma fisica, è uscito soridente e con la voglia di raccontare le sue sensazioni da uomo libero, con un pensiero ai compagni di cella a Rebibbia e a Parma: “Di salute sto bene, sto un po’ meglio. Approfitto della vostra gentilezza per salutare i miei colleghi carcerati che ho lasciato, io sono uscito mentre loro sono rimasti in galera, saluto tutti affettuosamente”.

La libertà per Dell’Utri sono desideri comuni con cui ritrovare dimestichezza: “Mi sento frastornato dalla eccessiva libertà, devo ancora abituarmi, vorrei andare al cinema, anche solo a mangiare al ristorante. In fondo, la libertà che cos’e’? Andare al cinema, andare al ristorante, ecco cos’è”. In tanti l’hanno chiamato da quando, stamattina, ha potuto riaccendere il telefono dopo che i carabinieri, verso le 10 e 30, gli hanno notificato l’atto di fine pena. “Sono assillato dalle telefonate, dai giornalisti soprattutto ma anche da tantissime persone e amici”. Non ha risposto alla domanda se tra questi ci fosse anche Silvio Berlusconi, il cui silenzio, da testimone, nel processo d’appello Stato-mafia non ha voluto commentate.

Oltre all’impegno nelle aule giudiziarie nei processi ancora aperti a Palermo, Milano e Napoli, Dell’Utri, noto bibliofilo, ha spiegato che si dedicherà agli studi universitari intrapresi all’Università di Bologna. “Ho fatto sette esami, ora proseguirò gli studi a casa. In questi anni, le commissioni d’esame sono venute in carcere, uno solo l’ho dato a Bologna, me l’hanno consentito durante i domiciliari”.

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