Cronaca

Viaggio nelle città sostenibili. La visione internazionale di Verona

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Auto elettriche, strade e infrastrutture nuove, oltre a una fitta rete di relazioni internazionali. Sono questi i cardini su cui  la città di Verona sta costruendo il suo futuro sostenibile. “Verona tra qualche anno sarà una città sostenibile, all’avanguardia, all’altezza delle più importanti capitali europee” ha spiegato Federico Sboarina, che dal 27 giugno del 2017 è sindaco di Verona.

Si tratta di una vera e propria trasformazione che prevede investimenti consistenti in infrastrutture per la viabilità, il sociale e anche l’innovazione che il sindaco della città di Romeo e Giulietta ha raccontato per commentare i dati raccolti dai ricercatori della Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e pubblicati nel rapporto “Per un’Italia sostenibile: l’SDSN Italia SDGs City Index 2018”.

Cosa misura la ricerca FEEM

La ricerca ha misurato, per ciascuna delle città capoluogo di provincia italiane, la percentuale di attuazione delle politiche di sostenibilità così come sono state definite dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Si tratta in tutto di un percorso che punta a individuare 16 obiettivi che tengono conto di diversi indicatori economici (reddito, distribuzione, lavoro, infrastrutture, innovazione), ambientali (qualità dell’aria, acqua, rifiuti, energia sostenibile), sociali (partecipazione, cooperazione, assistenza), di salute (aspettativa di vita, obesità) e di istruzione.

L’obiettivo è quello di mettere a disposizione di amministratori, cittadini, e comunità, uno strumento che permetta di monitorare il grado di efficacia delle misure adottate e di calibrare così al meglio l’azione amministrativa e di governo delle città.

“È interessante – ha detto Sboarina –  confrontare le nostre linee programmatiche con quelle che sono, secondo la ricerca, le percentuali di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Faccio un esempio, Verona risulta solo al 29,8% per quanto riguarda la riduzione delle disuguaglianze. La mia amministrazione, dal primo giorno di mandato, ha messo tra le sue priorità l’adozione del Fattore Famiglia, un indicatore che permette di apportare correzioni all’ISEE, fotografando la composizione reale del nucleo familiare e tenendo conto di una serie di indicatori che calcolano in maniera più equa le rette dei servizi comunali. Tra questi, la presenza, all’interno del nucleo familiare, di un numero elevato di figli e delle loro età, anziani disabili, persone non autosufficienti, donne in stato di gravidanza. Abbiamo già firmato un protocollo con l’Università di Verona, per la realizzazione di uno studio di fattibilità. Il fatto che il report segnali una percentuale bassa su un obiettivo al quale stiamo lavorando da oltre un anno, significa che siamo sulla strada giusta per rendere Verona un luogo sempre migliore”.

Come stanno le cose a Verona

Il report offre, attraverso i dati e gli indicatori, una fotografia sullo stato di attuazione delle politiche per la sostenibilità. “La situazione che emerge dagli indicatori è abbastanza rappresentativa della realtà. Verona è una città con una qualità della vita molto alta, sostenuta da un indotto economico importante. È la quarta città turistica d’Italia, conosciuta in tutto il mondo per essere la capitale dell’arte e della musica, ma anche per il suo patrimonio enogastronomico. Ma non solo, è un capoluogo che sta crescendo tantissimo, soprattutto dal punto di vista della sostenibilità ambientale, che sta diventando sempre più smart, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, e a misura d’uomo. Stiamo lavorando, infatti, per un coinvolgimento sempre maggiore della cittadinanza, attraverso progetti di sussidiarietà, e di ridistribuzione della ricchezza. Tutto questo mi pare emerga dalle percentuali più che positive che il report attribuisce alla nostra città” ha spiegato il sindaco di Verona. Naturalmente, non possono essere ricompresi e recepiti dagli indicatori i progetti che vengono messi in opera e che sono oggetto di intervento, o in fase di attuazione. “Sicuramente – spiega il sindaco – gli indicatori restituiscono un’immagine di quanto è stato fatto fino ad ora, ma non dei progetti che, come amministrazione comunale, stiamo realizzando. Penso per esempio al fatto che questo 2019 è iniziato con un piano d’investimenti in opere pubbliche quasi triplicato rispetto al passato, che darà il via ad una nuova stagione di cantieri e grandi opere. Grazie ad un impegno di spesa mai visto prima, che registra 27 milioni di euro a favore di edilizia pubblica ed interventi mirati su strade, marciapiedi e ponti, sarà possibile migliorare la viabilità cittadina, così come riqualificare le case popolari e tutelare il patrimonio culturale”.

Entrando nel merito, i dati mostrano che Verona è sulla buona strada per almeno 14 dei 17 obiettivi definiti dall’Agenda con percentuali superiori al 50 e, in almeno 2 casi, anche all’80 per cento. In particolare sono molto positivi oltre all’obiettivo 1 (quello della povertà zero) anche il numero 7 che invece misura la diffusione di fonti di energia rinnovabile. In questo caso si tratta di un vero e proprio record nazionale dal momento che sono davvero poche le città italiane ad aver agito così prontamente su questo fronte.  “l nostro obiettivo – ha spiegato Sboarina –  è far sì che Verona, entro il 2021, sia la prima città in Europa per punti di ricarica veloce di auto elettriche, precisamente un centinaio su suolo pubblico. Nel 2018, solo nella nostra città, le immatricolazioni di vetture elettriche sono cresciute dell’86% rispetto all’anno precedente, una tendenza importante che va incoraggiata per il bene di tutti, dell’ambiente e dei cittadini. Per questo abbiamo siglato un importante accordo con Agsm e Volkswagen, per il potenziamento del progetto ‘Electrify Verona’. Ai possessori di auto elettrica viene consentito il libero accesso alla Ztl e sono riservati 36 parcheggi gratuiti in centro storico; inoltre, per i residenti nel Comune di Verona che acquisteranno un’auto elettrica entro il dicembre 2019, è prevista l’installazione gratuita nella propria casa di una Wall Box, cioè dell’apposito strumento per la ricarica domestica. Abbiamo iniziato, inoltre, a posizionare i primi pali-totem in grado di aggiungere al tradizionale servizio di illuminazione anche nuove applicazioni come la telecamere di sorveglianza, ricarica auto, misurazione qualità dell’aria. Per la prima volta in Italia, due lampioni sono diventati punti di ricarica veloce per macchine elettriche”. Inoltre, sempre nel campo dell’energia, il Comune di Verona ha voluto aderire al Patto dei sindaci per il clima e l’energia – PAESC, “con l’impegno – ha detto il Sindaco – di perseguire politiche di risparmio energetico e di adattamento agli effetti del cambiamento climatico sul territorio, al fine di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera”.

Gli obiettivi non ancora raggiunti

I dati hanno evidenziato però che ci sono ancora degli obiettivi che non sono ancora stati raggiunti con percentuali sufficienti e superiori al 50 cento. In particolare si tratta di quelli che misurano il grado di disuguaglianza nella distribuzione del reddito, quello che misura l’offerta di trasporto pubblico e, infine, quello che monitora il grado di capacità di costruzione di partnership per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. “Verona – puntualizza Sboarina – è uno tra i Comuni più virtuosi, visti sia le percentuali che riguardano la nostra città rispetto alla media nazionale, sia i risultati più che positivi su 14 dei 17 obiettivi definiti dall’Agenda 2030. Siamo sulla buona strada. Per quanto riguarda gli indicatori che al momento sono inferiori al 50%, come ho già detto prima, corrispondono alle nostre linee programmatiche”. Nel dettaglio, guardando punto per punto “Per eliminare le disuguaglianze, oltre al Fattore Famiglia, abbiamo messo a bilancio 30 milioni di euro per i servizi sociali e abbiamo istituito il fondo “Nuove povertà”, finanziato con la vendita degli ex biglietti omaggio in uso al Comune per gli spettacoli extra lirica, che dall’estate scorsa non vengono più regalati ma venduti per aiutare le famiglie veronesi in difficoltà. Ben 132 ingressi  per ogni spettacolo la cui vendita ci permette di affrontare situazioni di emergenza e di particolare disagio. Dal luglio 2017 a fine 2018 abbiamo incassato circa 313 mila euro, aiutando 241 famiglie che hanno beneficiato di fondi, delle quali 87 con minori, 33 anziani e 121 composte da persone adulte” ha spiegato il Sindaco.

Per quanto riguarda invece il trasporto “abbiamo dato il via – ha chiarito Sboarina – ai cantieri per la realizzazione del Filobus. È in corso il posizionamento dei plinti, da giugno si vedranno i cantieri veri e propri per la realizzazione di una delle opere più attese dalla città. Nel frattempo abbiamo potenziato le corsie preferenziali degli autobus tradizionali, intensificato le verifiche sulle corsie esistenti, grazie anche all’installazione di nuove telecamere, messo in rete gli impianti semaforici intelligenti, collegati alla Centrale del Traffico, che ad esempio fanno scattare il verde al passaggio delle ambulanze del 118. Nel giro di qualche anno, un miglioramento notevole del servizio di trasporto pubblico, con spostamenti rapidi, porterà i cittadini a preferire gli autobus alle auto”.

Infine, importanti interventi sono stati messi in campo anche nel terzo ambito, quello cioè relativo alle partnership internazionali. Per esempio, spiega Sboarina “sta procedendo l’iter per la firma del gemellaggio, voluto direttamente dal presidente cinese Xi Jinping, tra Verona e Hangzhou. Una straordinaria occasione per sviluppare nuovi rapporti culturali, sociali ed economici tra le due città. Abbiamo intensificato i rapporti internazionali con la Russia, coinvolgendo le città con le quali siamo già legati, Lipetsk e Kazan, ospitando il Forum Euroasiatico e il musical russo “Romeo & Juliet”, trasmesso dalle principali emittenti russe in occasione del compleanno di Putin”.

Inoltre, “grazie all’ente lirico Fondazione Arena, che esporta le sue produzioni in diversi Paesi del mondo, l’anno scorso siamo stati in Oman dove ho potuto incontrare le autorità del posto. Infine, grazie agli accordi siglati con importanti società e fondazioni, abbiamo avviato la ristrutturazione e riqualificazione dei nostri più importanti monumenti, a costo zero per la collettività. E sto parlando dell’Arena e della Casa di Giulietta, per i quali siamo conosciuti in tutto il mondo, ma anche di Porta Nuova, via d’accesso al centro storico” ha spiegato il Sindaco.

La strategia per raggiungerli

La strategia per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità comprende anche altri progetti che la città di Verona sta portando avanti in un contesto territoriale più ampio. “L’Agenda 2030 – spiega Sboarina – costituisce un’importante occasione per lavorare in squadra e per allineare le politiche territoriali. Su tematiche strategiche per la crescita delle nostre città, infatti, è fondamentale la collaborazione tra enti e istituzioni. Per quanto ci riguarda stiamo portando avanti progetti importanti non solo con i sindaci delle città vicine ma anche e soprattutto con la Regione e con il Governo, attraverso i nostri rappresentanti in Parlamento. Questo asse Verona- Venezia- Roma ci ha permesso di raggiungere risultati notevoli, in termini di sicurezza e opere pubbliche. Siamo una delle poche città scelte per l’avvio del progetto ministeriale “Scuole sicure”; abbiamo sbloccato, dialogando con la Regione Veneto, la realizzazione della strada provinciale 6, un’opera che il nostro territorio aspetta da tantissimo tempo e che è già interamente finanziata; ci siamo messi insieme per promuovere e far rispettare l’Accordo di Bacino Padano per l’abbattimento dello smog. I risultati si ottengono solamente facendo gioco di squadra”.

Per Federico Sboarina l’obiettivo della piena sostenibilità è assolutamente a portata di mano. “Assolutamente sì. Tutti i progetti e le opere che stiamo avviando vanno proprio in questa direzione – ha chiarito -. Verona tra qualche anno sarà una città sostenibile, all’avanguardia, all’altezza delle più importanti capitali europee. Abbiamo il dovere di guardare al futuro con lungimiranza. È finita l’epoca degli slogan o delle promesse spot. I cittadini ci chiedono di essere concreti e di garantire il bene pubblico, prima che gli interessi di pochi privati. Ed è quello che stiamo facendo con grande senso di responsabilità”.  

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