Cronaca

I bambini di Lodi sono tornati a mensa con i loro compagni 

I bambini di Lodi sono tornati a mensa con i loro compagni 

(Afp)

Mensa scolastica, immagine d’archivio

Tornano a mensa, a partire da martedì 16, i bambini extracomunitari di Lodi che erano stati esclusi perché i genitori non erano riusciti presentare un documento (difficile da reperire nel paese d’origine) che gli permettesse di avere il servizio a tariffa agevolata. Grazie ai fondi raccolti dal Coordinamento Uguali Doveri, con un fortunato fund raising i bimbi possono contare su 60 mila euro e la situazione è sotto controllo fino a Natale.

Resta alta tuttavia, l’attenzione sul ‘caso Lodi’, come oramai viene definito. Dalle 8 di martedì mattina oltre 150 persone si sono date appuntamento per un lungo presidio (fino alle 20) sotto le finestre del Comune. A organizzarlo è stato il Coordinamento Uguali Doveri, formato da cittadini, associazioni e gruppi politici, nato proprio per garantire a tutti i bambini gli stessi servizi scolastici.

Una piccola delegazione del Coordinamento ha chiesto di incontrare il sindaco per chiedere che venga ritirato il regolamento ‘incriminato’ che complica la vita a 316 famiglie, questo il numero delle richieste arrivate in Comune per poter usufruire delle tariffe agevolate. La risposta? sempre la stessa.

“Dicono che il sindaco non è in sede – spiega all’Agi Valentina Tronconi, del Coordinamento -. Abbiamo provato già 5 volte da questa mattina, a farci ricevere. Praticamente ogni 2 ore. E continueremo fino a stasera. è una vergogna che non ci voglia incontrare. Si sono barricati dentro la casa dei cittadini. Abbiamo chiesto anche del vice sindaco, ma niente, hanno detto che era impegnato in una riunione”.

“Questo comportamento – aggiunge – da parte di Casanova, è una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che chiedono pacificamente un incontro per avere dei chiarimenti. La porta è sempre chiusa, metafora della posizione di questo sindaco”. In piazza intanto si alternano decine e decine di famiglie, di stranieri e lodigiani. L’atmosfera è serena, nonostante tutto, c’è tanta musica e panini a volontà. Proprio così, all’ora di pranzo è scattato il ‘Panino dell’ironia’.

Tutti i partecipanti erano stati invitati a venire ‘carichi’ di panini da poterne donare durante la manifestazione. Un simbolo che fa pensare ai bimbi esclusi dalla mensa che si sono ritrovati a mangiare un panino in una classe, quando non avevano la fortuna di tornare a casa a pranzo. Da oggi i primi tenui segnali di ‘normalità’ si stanno avendo grazie alla fortunata raccolta fondi, lanciata dal Coordinamento, che in 48 ore ha incassato 60 mila euro e che consente a molti bambini di poter tornare a mangiare in mensa con i compagni di classe.

“Prima di poter riequilibrare la situazione ci vorrà del tempo. Per adesso abbiamo informato le famiglie che ci avevano contattato. Ma ci sono ancora molti genitori che non sanno di questa possibilita’, di questo aiuto”. “Chi è in difficoltà dovrà rivolgersi al Coordinamento e dopo una veloce verifica della domanda, colmeremo la differenza – continua – cioè, se prima queste famiglie pagavano 2 euro al giorno per la mensa del proprio figlio e adesso ne devono pagare 5, la differenza di 3 euro sarà ‘colmata’ con i soldi del fondo”.

Una cifra sufficiente fino a Natale. Nel frattempo, il 6 novembre, si dovrebbe avere una prima risposta al ricorso presentato dall’Asgi, l’associazione studi giuridici sull’immigrazione, per chiedere la sospensione del provvedimento. E, non da ultimo, ci potrebbe essere presto un ‘aggiustamento’. Il sindaco si era impegnato “nei confronti dei cittadini che sono nell’oggettiva impossibilita’ di presentare la documentazione richiesta”.

La ‘soluzione’ potrebbe arrivare dalla messa a punto di “linee guida” che sono “quasi pronte” e saranno operative non appena saranno approvate dalla giunta. A giorni. 

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