Cronaca

La partita sul referendum Atac potrebbe non essere ancora chiusa

Atac referendum disputa quorum

Silvia Lore / NurPhoto
 

 Referendum Atac

Il referendum per la messa al bando del servizio di trasporto pubblico a Roma, gestito in affidamento da Atac, sfiora i 400 mila votanti (386.785) ma non raggiunge il quorum fissato dal Campidoglio al 33,3% per questa consultazione popolare.

Il Sì prevale in maniera larga, attestandosi al 75% dei voti, ma il ricorso allo strumento di partecipazione diretta dei cittadini non sfonda nelle periferie, ovvero i luoghi che maggiormente subiscono il disagio quotidiano di corse saltate dei bus e di una ridotta velocità di esercizio che spesso amplifica la reale distanza dal centro cittadino.

Ma il quorum c’è o no?

Il dibattito nei prossimi giorni tra il comitato Sì Mobilitiamo Roma di Radicali Italiani e il Comune a 5 Stelle riguarderà la presenza o meno di un tetto minimo di votanti. Per il Campidoglio il quorum vale poiché la consultazione è stata indetta prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento comunale sugli istituti di partecipazione – che lo abolisce – mentre per i Radicali non va calcolato in quanto le nuove norme sono state firmate dalla sindaca lo stesso giorno del decreto di indizione del referendum. Un’incertezza normativa destinata a creare una nuova contesa, con Riccardo Magi, deputato di +Europa, tra gli animatori della consultazione che annuncia il ricorso al Tar per chiarire la questione.

Il risultato delle urne racconta una vittoria larga del Sì, con il 75% per il primo quesito e il 74% per il secondo e delinea ancora una volta una città spaccata in due con i Municipi I e II, centro storico e i quartieri ‘bene’ di Parioli e Trieste, dove la partecipazione al voto è stata più alta mentre le periferie più disagiate hanno disertato le urne.

Alle periferie il referendum non interessa

Nel Municipio II il Sì ha toccato la punta dell’88% dei consensi, nel primo l’85%, con una affluenza rispettivamente al 25,2% e al 20,7%. Nel Municipio VI invece, quello dei difficili quartieri di Tor Bella Monaca e Romanina, le presenze alla urne si sono fermate al 9,3% e il Sì al 60%.

Un dato che conferma i trend elettorali degli ultimi anni, che in periferia hanno premiato M5s e Lega e nel centro storico si è registrata l’unica zona di tenuta del centrosinistra. Dopo la sentenza di assoluzione di sabato nel processo per falso, Virginia Raggi esulta (“Atac rimane pubblica, dei cittadini”) e incassa un nuovo punto a favore, dopo essersi schierata per il No al referendum senza di fatto partecipare alla campagna elettorale, confidando in un mancato raggiungimento del quorum.

Comunque soddisfatti i Radicali Italiani, per aver portato alle urne quasi 400 mila persone in una tornata referendaria di cui molti in città sono rimasti all’oscuro. 

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