Cronaca

Che fine faranno ora i migranti del Baobab? 

baobab migranti 

ESTELLE RUIZ / NURPHOTO 

Migranti (Afp) 

Sgomberata dalle forze dell’ordine la tendopoli allestita da un anno e mezzo dai volontari di Baobab Experience dietro la Stazione Tiburtina a Roma, i migranti del centro Baobab sono stati accompagnati in via Patini presso la questura di Roma per l’identificazione e la loro posizione è al vaglio. La struttura da un anno e mezzo svolgeva il ruolo di punto di raccolta per migranti in transito. Nel campo erano presenti 140 persone, mentre altre 75 erano state collocate nei giorni scorsi in strutture gestite dal Campidoglio proprio in previsione di uno sgombero.

Come spiega la questura in una nota, “come deliberato in sede di riunione del Comitato provinciale di ordine e sicurezza pubblica, si sono svolte le operazioni di sgombero dell’area ‘piazza Maslax’ di via Gerardo Chiaromonte, nelle adiacenze del lato est della stazione ferroviaria Tiburtina, occupata da un insediamento abusivo da numerose persone”.

Cento persone da sistemare

“Il risultato di tutto questo è che da stasera oltre 100 persone non sapranno dove dormire, dove sistemarsi” è la denuncia fatta all’AGI da Andrea Costa, attivista di Baobab Experience, il giorno dello sgombero. “Hanno portato via 140 ospiti per identificarli, ospiti che ora stanno rilasciando e che, ricordo, sono i primi a voler essere identificati. Sono giovani uomini migranti, perché donne e bambini riusciamo sempre a sistemarli in qualche altro modo. Dove andranno da stasera? Non si sa. Ci stiamo dando da fare”.

Intanto su Twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta: “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatt/“. Al leader leghista si aggiunge il post soddisfatto di Giorgia Meloni mentre sono critiche le opposizioni di sinistra.

Il candidato segretario del Pd, il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, affida a Facebook il suo pensiero: “Salvini sgombera i migranti del Baobab (senza offrire alcune soluzione di accoglienza temporanea e quindi senza nessuna risoluzione del problema). Ci aspettiamo la stessa fermezza nel liberare l’immobile occupato abusivamente a Roma da anni da Casapound.

Perché se la legalità vale solo per alcuni diventa arbitrio e ingiustizia”. Zingaretti si riferisce, come molti politici di sinistra e tante persone sul web, all’immobile di via Napoleone III a Roma, occupato da 15 anni dal movimento di estrema destra. Una richiesta che non sarà probabilmente soddisfatta in quanto non è considerato una priorità: secondo il programma dei lavori dell’ultimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, infatti, in cima alla lista c’è l’ex fabbrica di Penicillina sulla via Tiburtina, all’altezza di San Basilio.

Come era sorta la tendopoli di Baobab

La tendopoli per migranti in transito sgomberata a Roma dalle forze dell’ordine era stata allestita dai volontari di Baobab Experience nell’autunno del 2016, prima a largo Spadolini e poi in via Gerardo Chiaromonte, nei pressi della stazione Tiburtina. L’insediamento raccoglie l’eredità del centro sociale Baobab, a lungo un punto di riferimento a Roma per l’accoglienza dei migranti, attivo per anni in una struttura nella vicina via Cupa.

Una lunga storia di sgomberi

Il 6 dicembre 2015 l’autorità giudiziaria aveva disposto la chiusura di quello spazio in seguito a una decisione del Tar del Lazio che imponeva la restituzione dei locali occupati al proprietario dello stabile, la società immobiliare Tamarri, e lo sgombero del centro d’accoglienza. La struttura era finita al centro delle cronache giudiziarie nell’inchiesta Mafia Capitale, perché al suo interno nel 2010 si era svolta una cena che vedeva tra gli invitati allo stesso tavolo l’ex ministro Giuliano Poletti (all’epoca presidente della Lega delle Cooperative), l’allora sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il ras della ‘Coop 29 Giugno’, Salvatore Buzzi.

A fine 2016 un gruppo di volontari, privati cittadini e operatori sociali di Baobab, si sono costituiti nell’associazione ‘Baobab Experience’ e, in assenza di una sede, hanno continuato a dare una prima accoglienza in una tendopoli in strada nei pressi della stazione Tiburtina, supportati da associazioni mediche e legali e dalla rete costituita con attivisti dei diritti umanitari nazionali ed europei. In due anni l’accampamento ha subito 22 sgomberi, compreso quello odierno. L’associazione riferisce che più di 70 mila persone sono passate dai loro campi, allestiti con mezzi donati dalla cittadinanza, ricevendo cure mediche, cibo, una sistemazione per la notte, assistenza legale.

Il Campidoglio, in previsione dello sgombero, aveva avviato il censimento degli ospiti del campo, circa 200, per poi offrire loro posti letto in strutture di accoglienza. Finora sono 55 le persone che avrebbero già accettato sistemazioni alternative, mentre oggi i tecnici della Sala operativa sociale proporranno una sistemazione anche agli altri migranti presenti nella tendopoli. A Roma manca un hub per i transitanti, migranti che approdati in città vogliono ripartire verso altre destinazioni, spesso all’estero. 

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