Partiamo da un dato abbastanza evidente: il filtro DPF, cioè il filtro antiparticolato della vostra auto diesel, svolge un lavoro fondamentale indipendentemente dalla marca o dal modello del motore. Probabilmente non ci pensate quasi mai, almeno finché non compare una spia sul cruscotto o iniziano a manifestarsi i primi problemi. Potete immaginarlo come una sorta di piccolo “controllore” nascosto nell’impianto di scarico. Il suo compito è trattenere le particelle di fuliggine prodotte dalla combustione del gasolio, evitando che vengano disperse nell’ambiente attraverso i gas di scarico.

In condizioni normali, il DPF Silux continua a raccogliere queste particelle durante la guida. A intervalli prestabiliti entra in gioco la rigenerazione, un processo attraverso il quale la fuliggine accumulata viene bruciata e il filtro torna nuovamente disponibile per raccogliere nuove particelle.
Insomma, mentre voi siete tranquillamente al volante, magari ascoltando la vostra musica preferita durante il tragitto verso il lavoro, il filtro antiparticolato lavora continuamente per mantenere più puliti i gas di scarico. Il problema arriva quando la rigenerazione non riesce a completarsi correttamente e il filtro comincia a intasarsi. A quel punto quello che sembrava un componente del tutto invisibile può diventare una delle parti dell’auto a cui prestare maggiore attenzione.
La maggior parte delle persone vede il filtro antiparticolato come quel cassetto in cucina dove sono archiviati i menu da asporto dei ristoranti chiusi cinque anni fa, insieme ai buoni sconto che scadono ogni 17 maggio. Sapete che è lì, ma cercate davvero di evitarlo perché pulirlo o sostituirlo sembra così oneroso. Nel frattempo, il vostro veicolo sta tramando la sua vendetta alle vostre spalle, con luci lampeggianti e strani rumori provenienti dal motore.








