Cronaca

Anche alcune psicosi tra gli effetti collaterali del Covid-19

Alcuni pazienti contagiati da Covid-19 potrebbero sviluppare una psicosi come effetto collaterale dell’infezione. Potrebbero, quindi, manifestare allucinazioni visive o uditive. È l’allarme lanciato da un gruppo di ricercatori australiani dell’Università di La Trobe in un articolo pubblicato sulla rivista “Schizophrenia Research”.

Lo studio ha analizzato 14 articoli scientifici su come le persone contagiate durante un’epidemia – come Mers, Sars, Covid-19 e influenza suina – sono state colpite da psicosi. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che tra l’1 e il 4 per cento dei pazienti possono sviluppare sintomi della psicosi. Anche se questi sintomi possono essere osservati solo in un piccolo numero di pazienti con Covid-19, per i clinici è davvero difficile riuscire a gestirli ed evitare allo stesso tempo che contagino altre persone.

“Il mantenimento di procedure di controllo delle infezioni quando le persone sono psicotiche è una sfida”, dice Richard Gray dell’Università di La Trobe. Gli scienziati, quindi, affermano che in situazioni estreme, come questa pandemia, depressione e ansia non sono gli unici problemi di salute mentale da non sottovalutare. Ma ci sarebbero condizioni, come la psicosi, ben più gravi da considerare.

“I sintomi psicotici devono essere rilevati in modo rapido ed efficace”, afferma Ellie Brown, coautrice della ricerca di Orygen, un’organizzazione no profit di salute mentale con sede in Australia. “Vi sono prove che dimostrano l’efficacia anche di una bassa dose di farmaci antipsicotici. I medici devono anche avere buone capacità comunicative – continua – per parlare con persone che soffrono di psicosi che – inevitabilmente – saranno angosciate e agitate. I medici possono anche trarre beneficio dalla consulenza di specialisti della salute mentale (psichiatri, psicologi)”.

Gray rileva poi che “le persone con difficoltà potrebbero necessitare dell’aiuto di clinici e specialisti del settore per affrontare l’isolamento, il distanziamento, le norme comportamentali e tutto ciò che la pandemia comporta, compreso lo stress psicologico che può provocare un aumento della prevalenza di disturbi mentali. Le persone con psicosi sono particolarmente vulnerabili e i loro bisogni sono spesso trascurati. La nostra ricerca mostra che la loro comprensione di concetti, come l’allontanamento fisico, può essere diversa da quella della popolazione più ampia”.

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